lunedì 29 settembre 2014

Cantucci alle arachidi salate

Ho preparato questi biscotti salati in occasione del buffet organizzato per il primo compleanno di mia figlia. Sono andati a ruba!
La ricetta è una mia modifica a quella di Luca Montersino presente in "Piccola pasticceria salata"


Cantuci alle arachidi salate

Per circa 25 biscotti
70 gr burro
60 gr parmigiano
1 uovo
1 tuorlo
200 gr farina 00
100 gr arachidi tostate e salate
noce moscata, pepe, sale
1/2 cucchiaino di lievito istantaneo per torte salate


In una terrina lavorare il burro morbido con le fruste elettriche. Aggiungere le uova a filo, montando bene. Inserire poi il parmigiano e amalgamare con cura. Aggiungere infine la farina con il lievito, le arachidi, il sale e gli aromi. Lavorare tutto con le mani per compattare, avvolgere poi l’impasto in pellicola e fare riposare mezz’ora in frigorifero.
Stendere l’impasto formando dei salsicciotti, disporli sulle teglie e fare riposare nuovamente in frigorifero.
Dopo 15 minuti, cuocere in forno a 180° per 15 minuti. Estrarre la teglia dal forno, taglire i salsicciotti in senso trasversale, in modo da dare la tipica forma dei cantucci, e temrinare la cottura fino a doratura, corca 10 minuti. Sfornare e fare freddare.

Buon Appetito!
Stefania

venerdì 26 settembre 2014

Terrina di verdure al forno


Oggi una ricetta della mia omonima Araba, ripetuta più e più volte. 
Qui è ancora estate, il caldo non accenna a lasciarci. Se, da un lato, questo mi sta stremando e mi sta facendo rimpiangere di non essere emigrata in Groenlandia, dall'altro cerco di apprezzarne gli effetti secondari, continuando a gustare i prodotti dell''orto tipicamente estivi.

Pan-roasted vegetables
da "The Hairy Bikers' Perfect Pies" di King & Myers

Per 6-8 persone
una melanzana abbastanza grossa
2 cipolle rosse medie
2 zucchine medie
un peperone rosso
un peperone giallo
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
qualche rametto di timo
4 grossi pomodori maturi
2 spicchi d'aglio
circa 3 cucchiai di aceto di vino rosso
una manciata di foglie di basilico
sale, pepe

Tagliare la melanzana a cubetti di 2cm di lato, le cipolle a spicchi, le zucchine a fette diagonali di circa 1.5 cm, i peperoni a falde di circa 4 cm. Spellare i pomodori e tagliarli in quattro. Mettere melanzane, cipolle, zucchine e peperoni in una teglia da forno che li contenga in un solo strato. Aggiungere l'olio e girare molto bene. Aggiungere il timo, sale e pepe, girare ancora quindi infornare in forno preriscaldato a 220 gradi per circa 30 minuti, girandoli una sola volta a metà cottura. Passati i 30 minuti aggiungere i pomodori, l'aglio tritato finemente e rimettere in forno per altri 10-15 minuti, finchè tutte le verdure risulteranno tenere. Tirare fuori dal forno, aggiustare di sale e pepe e aggiungere anche l'aceto. Servire caldo o freddo, con del basilico fresco a guarnire.

Note
- l'aceto dà un gusto unico alla preparazione. La faccio spesso e ne metto anche un pochino di più di quanto indicato.
- la preparazione può essere realizzata con un giorno di anticipo. Scaldare se si vuole ma di solito lo servo freddo.

Note mie:
- la ricetta indica che la dose è per 6-8 persone. Noi l'abbiamo mangiata in 3
Buon Appetito!
Stefania

mercoledì 24 settembre 2014

Riso di konjak all'orientale con tofu, gamberi, verdure e salsa di soia


Ecco ritornati alla sfida mensile più appassionante del web. Quando l'MTC va in vacanza, all'inizio ci sentiamo tutti un pò orfani. Poi ce ne facciamo una ragione, andiamo in vacanza, facciamo bagni al mare o passeggiate in montagna, aspettando comunque con ansia l'arrivo del 5 settembre e il lancio della nuova sfida. Settembre segna l'inizio del nuovo anno, rigenerati dopo il riposo estivo, anche l'MTC ricomincia a rimetterci in moto i neuroni.

Questo mese il compito assegnatoci da Acquaviva è quantomai interessante e stimolante. Oggetto della sfida di Settembre è il riso, declinato in tre diverse tecniche di cottura: cottura per assorbimento, cottura al latte, cottura pilav.

Dopo aver studiato attentamente il suo interessante ed esaustivo post, e non aver comunque trovato la lampadina che accendesse i neuroni ancora in vacanza, ho deciso di intraprendere una strada a me sconosciuta. La strada del quasi sicuramente fuori gara. Un pò per gioco, un pò per sperimentare, un pò "per vedere di nascosto l'effetto che fa" ...

Ho deciso di rimanere in Oriente, sia nella scelta dell'ingrediente principale, che nei condimenti usati. Pur avendo "studiato" un pò l'argomento proprio in vista di questa mia partecipazione, ammetto la mia totale ignoranza in fatto di cucina orientale. Infatti il mio piatto, che vorrebbe essere una interpretazione personale della cucina giapponese, agli occhi e al palato esperto di Acquaviva potrebbe sembrare una vera e propria eresia: potrebbe essere cioè paragonato ad una lasagna bolognese fatta con il ketchup!


Il riso che ho scelto non è un vero riso, ma un derivato del konjak. Il Konjak è una radice asiatica dalla quale viene estratta una fibra utilizzata nella cucina orientali in molti piatti e specialità tradizionali, come gli spaghetti shirataki. Il glucomannano presente nel konjak è una fibra alimentare altamente saziante, non contiene glutine, grassi, nè carboidrati, e ha un indice glicemico nullo. Una volta estratto dalla pianta, viene idratato e plasmato manualmente in diversi formati, dallo spaghetto al riso, ai sedanini.

In Italia, è possibile reperire facilmente gli spaghetti shirataki o il riso di konjak sia nei negozi online, che nei negozi asiatici, oppure nei negozi bio. Vengono venduti sia reidratati (che io detesto), sia secchi. Somigliano molto ai vermicelli di riso e o di soia, ma sono, come dicevo poco sopra, assolutamente privi di carboidrati. La cottura è particolare, differente dal modo in cui noi abitualmente bolliamo il riso o la pasta, per cui vi consiglio di leggere bene le indicazioni sulle confezioni. Il konjak non scuoce, per cui può essere bollito anche per tempi prolungati. Inoltre aumenta molto di volume, per cui 50 grammi sono più che sufficienti per una porzione adulta. Ha un unico inconveniente, almeno qui in Italia: è molto caro. Una confezione da 250 gr arriva a costare fino a 8 €, a volte anche di più.

Giappone dunque. Anche se non è proprio questo ciò che Acquaviva desiderava da noi. Perdonami, ma la tentazione di andare fuori dagli schemi è stata più forte di me.


Riso di konjak all'orientale con tofu, gamberi, verdure e salsa di soia

Per 2 porzioni
50 gr riso di konjak
100 gr gamberetti (peso pulito)
10 gr funghi shitake secchi
150 gr tofu al naturale
2 cucchiai di salsa di soia
1 zucchina
1 carota
1 uovo
olio di sesamo


Ammorbidire i funghi shitake in acqua tiepida per 10 minuti, poi tagliarli a fettine sottili eliminando il gambo. Tagliare le carote a julienne e cuocerle in un pentolino insieme ai funghi e a poca acqua di ammollo dei funghi, aggiungendo mezzo cucchiaio di salsa di soia e un cucchiaino di zucchero. Cuocere per 2 minuti a fiamma vivace in modo da fare restringere il brodo. Quando pronti, tenere da parte.
Tagliare la zucchina a julienne e sbollentarla per 2 minuti in acqua salata, poi scolarla e farla freddare in una bacinella di acqua e ghiaccio in modo da bloccarne il colore.
Ripassare in padella i gamberetti con un cucchiaino di olio di sesamo e saltarli velocemente. Tenere da parte.
Tagliare il tofu a cubetti piccini e passarli in padella senza condimento fino a farli dorare da tutti i lati. Insaporire poi con mezzo cucchiaio di salsa di soia
Con l'uovo preparare una frittata sottile e poi tagliarla a strisce.
Preparare il riso: bollirlo per 7 minuti in abbondante acqua non salata, poi scolarlo in un setaccio fine e sciacquarlo abbondantemente sotto acqua fredda. Ripassarlo in padella, in modo da farlo asciugare un pò, con un cucchiaino di olio di sesamo e un cucchiaio di salsa di soia.
In una capiente ciotola, unire tutti gli ingredienti, tranne la frittata, poi impiattare e servire decorando con i fili di frittata


Note:
- pur avendolo preparato, ho scordato di inserire nel piatto il tofu, per cui non lo vedete in foto, ma sappiate che l'ho mangiato!
- il tag Senza uova si riferisce al riso servito senza la frittata
- ho "studiato" un pò l'argomento riso e Giappone dal libro "Sapori d'Oriente" di Nanaho Hamaguchi, Walter Pedrotti, Stefano Scolari, e dal quale ho anche tratto ispirazione per questa ricetta

Buon Appetito!
Stefania

lunedì 22 settembre 2014

Torta soffice di grano duro con speck e patate di Luca Montersino



Torta soffice di grano duro
da "Le mie torte salate" di Luca Montersino


Per uno stampo da 24 cm
3 uova intere
1 tuorlo
12 grammi di miele
20 grammi di inulina (io non l'ho messa)
50 grammi di maltitolo (io ne ho messi 20 gr)
80 grammi di latte
5 grammi di sale
300 grammi di patate lesse ben cotte a dadini
140 grammi di parmigiano grattugiato
70 grammi di fecola di patate
una bustina di lievito per torte salate
un rametto di rosmarino fresco

Inoltre:
80 grammi di formaggio toma a dadini
120 grammi di speck a dadini
130 grammi di farina di semola rimacinata
burro e farina per ungere la tortiera


Montare le uova intere con il tuorlo, il miele, l’inulina e il maltitolo. Montare fino ad ottene un composto stabile e spumoso, Aggiungere la farina e la fecola setacciate insieme al lievito, poi il latte e il sale. Inserire infine il parmigiano, mescolando delicatamente. Aggiungere la dadolata di patate lesse, il formaggio a dadini, lo speck tagliato a listarelle sottili e il rosmarino, Versare il composto ottenuto all’interno di una tortiera con cerchio apribile, bel imburrata e infarinata. Decorare con rondelle di patate bollite, una spolverata di parmigiano e qualche ago di rosmarino. Cuocere a 170° per 45 minuti 


Buon Appetito!
Stefania

venerdì 19 settembre 2014

Cipolline borettane in agrodolce


Non sapevo se sarei tornata.
Ho vissuto quasi tre mesi senza blog, sempre alle prese con i fornelli, sia chiaro, ma lontana dalla macchina fotografica, dai miei amati cartoncini bianchi e dalle pagine di questo mio spazio.
Sono stata bene, evidentemente avevo bisogno di staccare la spina, di ritrovare il tempo e la serenità mentale.

Ho creduto in questi mesi  che il blog avesse raggiunto la sua naturale fine. E' così. Tutto ha un inizio e tutto ha una fine. Non c'è da disperarsi, nè da dispiacersi.

Così pensavo. E non ero nè disperata nè dispiaciuta. Solo serena.

A settembre, però, tornando alla vita vera, lontano dalle spiagge, dal mare, dai tuffi in piscina e dagli orari strambalati, ho sentito la necessità di ritrovare i miei spazi, il mio tempo, i miei ritmi, la mia macchina fotografica, i miei cartoncini bianchi.

Eccomi di nuovo qui. Ho bisogno di cucinare, ne ho bisogno come l'aria che respiro.

Torno con qualche novità mentale, con una cucina che in questi mesi si è un pò modificata, con tante idee e qualche progetto interessante di cui spero di potervi parlare presto. In questi tre mesi, anche i miei ritmi sono cambiati, quindi non mi vedrete con regolarità e assiduità come negli ultimi tempi.

Però ci sono. E per me questo è già abbastanza.

Riprendo con una ricetta semplicissima, classica, forse un pò datata. Che però piace sempre a tutti. Nella versione di bruna Barbieri, questo classico diventa pura poesia. Ci vorrà solo un pò di tempo per pulire bene le cipolle, ma poi la strada sarà tutta in discesa.


Cipolline borettane in agrodolce
da "Cipolle buone da far piangere2 di B. Barbieri

550 g di cipolline borettane
220 gr brodo vegetale
50 gr zucchero
5 cucchiai di aceto ai lamponi
2 foglie di alloro
2 foglie di menta
50 gr olio
cannella, sale, pepe
acqua frizzante



Sbucciare le cipolline, pulirle e sciacquarle con l'acqua frizzante per ridurne l'acidità, asciugarle e metterle in una casseruola. Aggiungere lo zucchero, la cannella, l'ceto, l'olio, il sale e il pepe e mescolare tutto. Cuocere le cipolline in forno a 160° per 10 minuti. A un quarto di cottura, aggiungere il brodo vegetale, l'alloro e la menta. coprire con un foglio di alluminio e, 5 minuti prima di terminare la cottura, tagliere la carta e fare caramellare.. Servirle a temperatura ambiente.



Buon Appetito!
Stefania