La firma attesa non è arrivata, e con essa si è dissolta l’idea di una chiusura rapida. Nel giorno che avrebbe dovuto sancire l’accordo definitivo per Youssef En-Nesyri, sono invece emerse esitazioni profonde, non solo tecniche ma soprattutto progettuali. Il centravanti marocchino ha preso tempo, rimandando ogni decisione almeno alla settimana successiva, mentre la Juventus ha scelto di non forzare la mano, consapevole che una scelta simile richiede convinzione totale. Il punto centrale non è mai stato economico. Non si è parlato di stipendio, né di cifre fuori portata. En-Nesyri ha espresso dubbi legati alla formula e, soprattutto, alla prospettiva futura. La Juventus aveva chiesto una risposta chiara, un sì convinto, non una firma condizionata. Proprio su questo aspetto Ottolini è stato netto: se il giocatore dovesse accettare Torino, dovrà farlo senza riserve mentali. In caso contrario, meglio fermarsi. Una linea dura, ma coerente con la nuova filosofia bianconera.

Sivilia e Fenerbahçe, influenza e accordo già definitivo

A complicare ulteriormente il quadro è tornato il passato. Il Siviglia, ex club dell’attaccante, è tornato a farsi sentire nel momento decisivo. Gli andalusi hanno chiesto tempo, provando a inserirsi nella trattativa e convincere il Fenerbahçe a rivedere i termini dell’operazione. Dal canto suo, il club turco aveva già un accordo solido con la Juventus e avrebbe preferito chiudere con i bianconeri. Questo incastro di interessi ha generato una situazione caotica, fatta di attese, rilanci e silenzi strategici. Dal punto di vista dei club, la trattativa era sostanzialmente chiusa. Prestito oneroso, diritto di riscatto e tempistiche erano già stati concordati. Il Fenerbahçe aveva aperto alla soluzione juventina, trovando in Ottolini un interlocutore deciso e affidabile. Proprio per questo lo stallo ha pesato ancora di più: mancava soltanto il sì del calciatore, elemento che ha trasformato un’operazione lineare in un dossier improvvisamente fragile.

La scelta della Juventus: aspettare, ma non troppo

La Juventus ha concesso tempo, ma non all’infinito. La pazienza ha una scadenza precisa quando il calendario incombe. Con le partite di campionato alle porte, non c’era spazio per trattative dilatate. Domenica è diventata il giorno dei pensieri per En-Nesyri, ma anche quello delle valutazioni finali per la dirigenza bianconera. L’idea di aspettare oltre avrebbe significato esporsi al rischio di restare fermi, un lusso che la Juve non vuole concedersi. Poco prima della sfida con il Napoli, è arrivata la conferma ufficiale. Giorgio Chiellini ha parlato chiaro, definendo la trattativa chiusa. I dubbi del giocatore sulla formula hanno portato la Juventus a fare un passo indietro: niente acquisto a titolo definitivo, nessuna forzatura. Un messaggio forte, rivolto anche all’ambiente: il progetto viene prima dei nomi. Se mancano le condizioni, si volta pagina. Questi colpi di scena rendono interessante il calciomercato ai bookie, con loro si possono fare interessanti pronostici o previsioni. Ulteriori informazioni le potete trovare su Freshbet per quanto riguarda anche bonus e promozioni.

Il piano B ma la delusione scotta ai tifosi, altre prospettive

Voltata pagina, Ottolini ha iniziato a guardare oltre. Le alternative esistono, ma nessuna è priva di complicazioni. Il nome di Mateta potrebbe tornare d’attualità solo a condizioni economiche più favorevoli, mentre Zirkzee resta un profilo già sondato, che divide per caratteristiche e costi. Sullo sfondo anche Beto, in uscita dall’Everton, ma senza un vero consenso interno. L’unica certezza è che la Juventus non vuole affrettare una scelta solo per riempire una casella. Il mancato arrivo di En-Nesyri ha generato malumore tra i tifosi. Sui social cresce la sensazione di un’occasione sprecata. La piazza percepisce l’urgenza di un numero 9 affidabile, capace di dare alternative a Spalletti. Allo stesso tempo, la dirigenza difende una linea di coerenza: meglio rinunciare oggi che ritrovarsi domani con un giocatore poco convinto e un investimento fuori controllo. La vicenda En-Nesyri racconta molto più di una semplice trattativa saltata. È il simbolo di un mercato fatto di equilibrio, strategia e scelte identitarie. La Juventus cerca un attaccante, ma soprattutto un uomo disposto a sposare il progetto senza riserve. Nei prossimi giorni il quadro sarà più chiaro, tra nuove opportunità e vecchi ritorni. Una cosa, però, è già evidente: a Torino non basta più il talento, serve convinzione assoluta.

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