C’è un momento preciso, nel cuore della primavera romana, in cui i banchi dei mercati rionali si accendono di un verde brillante quasi arrogante. È l’ora dei carciofi mammola o cimaroli, delle fave tenere ancora chiuse nel loro scrigno vellutato e dei piselli novelli. Questa triade perfetta è l’anima della vignarola, un contorno laziale nato nei campi attorno alla Capitale, dove i vignaioli (da cui il nome) raccoglievano le primizie dell’orto per consumarle in un unico, sontuoso stufato. Oggi compiamo un piccolo tradimento della tradizione: abbandoniamo la forchetta per avvolgere questa esplosione di sapori attorno a una generosa porzione di pasta. Il risultato è un primo piatto cremoso e confortante, che profuma di stagione e di casa.

Gli ingredienti per 4 persone (la spesa dell’orto)

Per realizzare questa ricetta servono materie prime freschissime, perché la semplicità qui non perdona approssimazioni. Procuratevi:

  • 360 g di pasta corta (rigatoni o mezze maniche sono l’ideale per trattenere il condimento rustico);
  • 4 carciofi romaneschi;
  • 300 g di fave fresche già sgusciate (peso netto del bacello circa 1 kg);
  • 300 g di piselli freschi sgranati;
  • 1 cipollotto fresco;
  • un ciuffo di mentuccia romana (o menta comune);
  • guanciale a cubetti (circa 80 g, opzionale per la versione non vegetariana);
  • brodo vegetale caldo;
  • olio extravergine d’oliva;
  • sale;
  • pepe nero;
  • succo di un limone per non far annerire i carciofi.

La preparazione del condimento e del piatto

Iniziate con una paziente arte della mondatura: pulite i carciofi togliendo le foglie esterne più dure, tagliate le punte spinose e riduceteli a spicchi sottili, tuffandoli subito in acqua acidulata con limone. Sgranate fave e piselli; se le fave sono grandi e la buccia esterna risulta spessa, sbollentatele un minuto e privatele della pellicina per ottenere solo il cuore tenero.

In una padella ampia fate rosolare dolcemente il cipollotto tritato con olio e, se gradito, il guanciale a cubetti fino a renderlo trasparente e croccante. Unite gli spicchi di carciofo ben scolati e fateli insaporire per qualche minuto a fuoco vivace, sfumando eventualmente con poca acqua. Aggiungete quindi le fave e i piselli. Bagnate con un mestolo di brodo vegetale caldo, abbassate la fiamma e coprite. La magia della vignarola sta nella cottura lenta: dopo circa 15-20 minuti, le verdure si saranno ammorbidite, rilasciando i loro amidi e creando un fondo di cottura cremoso quasi senza bisogno di panna. Regolate di sale e pepe.

Cuocete la pasta molto al dente, scolatela conservando una tazza di acqua di cottura. Versate la pasta direttamente nella padella con le verdure e terminate la mantecatura a fuoco vivo, aggiungendo acqua di cottura quanto basta per legare il tutto in una crema vellutata. Fuori dal fuoco, ultimate con una generosa manciata di mentuccia fresca spezzettata a mano e una macinata di pepe nero.

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