Malloreddus alla campidanese

C’è qualcosa di magico nel modo in cui i malloreddus rotolano sul piatto, piccole conchiglie rigate che sembrano custodire dentro di sé secoli di storia sarda. Questo piatto non è solo cibo, è un viaggio nel cuore del Campidano, quella vasta pianura che si estende nel sud della Sardegna dove il grano cresce dorato sotto il sole e le tradizioni resistono al tempo come rocce di granito.

I malloreddus alla campidanese sono il piatto della festa, quello che le nonne preparavano per le domeniche speciali e che ancora oggi fa battere il cuore a chiunque sia nato su quest’isola. La loro forma particolare, ottenuta rigandoli con il “ciuliri” (un cesto di giunco), non è solo estetica: serve a trattenere il sugo denso e saporito che li avvolge come un abbraccio.

Gli ingredienti che raccontano una terra

Per preparare questo piatto della tradizione sarda vi servono ingredienti semplici ma di qualità:

  • 400 g di malloreddus
  • 300 g di salsiccia sarda fresca
  • 400 g di pomodori pelati o passata di pomodoro
  • 1 scalogno
  • 1 bicchiere di vino rosso corposo (preferibilmente Cannonau)
  • 1 bustina di zafferano (più un pizzico per il sugo)
  • Pecorino sardo stagionato q.b.
  • Basilico fresco
  • Olio extravergine d’oliva
  • Sale e pepe

Lo zafferano è l’anima dorata di questo piatto: è lui che trasforma semplice pasta in qualcosa che sa di sole e di terra sarda.

La preparazione: un rituale d’amore

Ecco come preparare i malloreddus alla campidanese:

  1. Sgranate la salsiccia e rosolatela in una padella capiente con un filo d’olio fino a farla dorare bene
  2. Aggiungete lo scalogno tritato finemente e fatelo appassire dolcemente
  3. Sfumate con il vino rosso alzando la fiamma, lasciate evaporare completamente l’alcol
  4. Versate i pomodori, aggiustate di sale e pepe, unite un pizzico di zafferano
  5. Lasciate cuocere a fuoco dolce per almeno 30 minuti, fino a quando il sugo si addensa e diventa vellutato
  6. Cuocete i malloreddus in abbondante acqua salata (12-15 minuti se freschi, seguite la confezione se secchi)
  7. Scolateli al dente e saltateli nella padella col sugo per un paio di minuti
  8. Servite con una generosa spolverata di pecorino sardo grattugiato e qualche foglia di basilico

Molto più di un piatto

I malloreddus alla campidanese non si mangiano, si vivono. Ogni forchettata è un pezzo di Sardegna che entra in casa vostra, con tutto il suo carattere forte e gentile allo stesso tempo. La generosa spolverata finale di pecorino sardo crea quasi una neve bianca che si scioglie al calore del sugo, creando quella cremosità irresistibile.

Questo piatto insegna che la grande cucina non ha bisogno di ingredienti esotici o tecniche complicate: bastano materie prime eccellenti, tempo e amore. Preparatelo per le persone che amate, magari accompagnato da un buon vino rosso sardo, e vedrete nascere sorrisi sinceri. Perché in fondo, è questo che fa la vera cucina: crea felicità, una forchettata alla volta.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here