I sacchetti di plastica vanno sempre buttati nei contenitori stradali adatti, una volta raccolti vengono smaltiti o riciclati nella maniera più adeguata. Insomma, non finiscono in strada, nei mari, nello stomaco di pesci e anche animali non di acqua, nei motori delle monoposto di formula uno come il fatto che tra poco racconteremo.

I sacchetti di plastica non vanno abbandonati in strada, né pieni né vuoti. Sì, frase scontatissima ma l’inquinamento da sacchetti di plastica è una realtà tragica dei nostri decenni che contruibuisce a distruggere mare, ecosistemi, la nostra stessa sopravvivenza.

Quanti rifiuti riempiono le spiagge soltano in Italia?

Lo scorso anno, nelle spiagge italiane si sono contati ben 783 rifiuti ogni 100 metri. Solo sacchetti di plastica? Purtroppo no, nell’elenco mettiamo anche lattine, scarpe abbandonate, sigarette e relativi contenutori, vestiti, borse e tutto ciò che non serve sul momento e, invece di essere gettato nel cestino, finisce a pochi metri dal mare o sulle strade. Ne soffrono gli animali, ne soffrono le persone, ne soffre tutto il pianeta.

Non si cambia, nonostante campagne sulla sostenibilità e l’ambiente, certo la sensibilità cresce e cambia, grandi progetti e invenzioni sono nati per raccogliere più rifiuti in mare possibili e riciclarli. Sapete che un sacchetto di plastica ha rovinato la gara per Ferrari, in particolare per Carlos Sainz? Questo racconto speriamo che possa servire a ricordare che il gesto di buttare nei cestini adatti sacchetti di plastica è importante anche per la sicurezza stradale.

Ecco che cosa è successo al GP d’Ungheria

Nell’ultima settimana di luglio si è tenuto il Gran Premio d’Ungheria. 13 gara del campionato su un circuito che conta più di quattromila chilometri. 290.000 spettatori rappresentano un record raggiunto da Hungaroring. La prossima tappa sarà il Belgio, prove, qualifiche e gare sono già indicate anche dai bookmakers internazionali (elenco su www.bettiamo.it).

Alla Ferrari sono capitate tante cose in questo mondiale di formula uno. Errori, guasti, penalizzazioni, momenti di ripresa e poi c’è un’anomalia come si legge sulle tante cronache sportive di Virgilio sport. Carslos Sainz alla fine della gara riferisce un’anomalia, un sacchetto di plastica è finito nelle prese d’aria della fiancata destra, con questo difetto il pilota spagnolo ha lottato per raggiungere il podio. Il sacchetto è stato rimosso solo alla fine del GP dalla vettura.

Circolano immagini di questo sacchetto di plastica incastrato, forse è finito con la seconda sosta ai box di Sainz, nel momento in cui sono state montate le gomme soft. La Scuderia di Maranello non ha rilasciato troppi commenti e anche Sainz è scivolato sopra su questo problema colpevole di aver penalizzato le potenzialità della Ferrari. Al momento il Team si prende la responsabilità dei propri errori e difetti, quindi il trionfo Verstappen è dovuto per bravura sportiva e tecnica, il mondiale di f1 non è finito e da Maranello si guarda sempre al futuro. Noi che cosa impariamo da questa esperienza? Maggiore attenzione e sensibilità sempre sui rifiuti e, in particolare, sui sacchetti di plastica. In fondo, una folata di vento e volano da qualunque parte quindi, se ne abbiamo utilizziamoli finché resistono e buttiamoli nei contenitori della spazzatura adatti.

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